Vivaldi Recomposed – esegue l’Orchestra di Padova e del Veneto

Sabato 28 settembre
Ore 21 – Sala dei Giganti

“Vivaldi Recomposed”

Le 4 stagioni di Antonio Vivaldi con arrangiamento di Max Richter – esegue l’Orchestra di Padova e del Veneto, violino concertatore Sonig Tchakerian

Biglietto unico: 15 euro
Ridotto studenti universitari e ragazzi in servizio civile: 5 euro

Scomporre e ricomporre “Le quattro stagioni” ovvero il più famoso brano di musica classica di sempre è certamente un’idea folle e affascinante allo stesso tempo. Far convivere ambient music ed elettronica con il barocco veneziano potrebbe sembrare, all’apparenza, un sacrilegio.
Eppure, stando al milione e passa di preferenze registrate dal progetto su Spotify, il pubblico ha molto gradito questo strano Vivaldi d’avanguardia che Max Richter, compositore tedesco cresciuto in Inghilterra e diventato celebre nel mondo, ha pubblicato per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon.
Il concerto si svilupperà come una sorta di incontro ravvicinato tra l’originale vivaldiano, eseguito per primo in forma tradizionale, e la rielaborazione moderna di Richter, proposta a seguire, creando un irresistibile gioco di specchi deformanti.
Un dialogo tra il “classico” ed il “moderno” che ci ricorda la necessità di guardare al futuro senza dimenticare il passato. Tradizione e progresso non sono un’alternativa, ma costituiscono quel confine su cui è necessario sapersi muovere, con eleganza e competenza, se si vuole guardare con ottimismo al domani ancora da venire.

 

L’Orchestra di Padova e del Veneto si è costituita nell’ottobre 1966 e in oltre cinquant’anni di attività si è affermata come una delle principali orchestre italiane nelle più prestigiose sedi concertistiche in Italia e all’estero. Dal 1983 la direzione artistica e musicale dell’Orchestra è stata affidata a Peter Maag, Bruno Giuranna, Guido Turchi, Mario Brunello, Filippo Juvarra.
Nel settembre 2015 Marco Angius ha assunto l’incarico di direttore musicale e artistico.
Nella sua lunga vita artistica l’Orchestra annovera collaborazioni con i nomi più insigni del concertismo internazionale tra i quali si ricordano S. Accardo, P. Anderszewski, M. Argerich, V. Ashkenazy, R. Buchbinder, R. Chailly, R. Goebel, P. Herreweghe, C. Hogwood, L. Kavakos, T. Koopman, A. Lonquich, R. Lupu, Sir N. Marriner, M. Maisky, V. Mullova, A.S. Mutter, M. Perahia, I. Perlman, S. Richter, M. Rostropovich, K. Zimerman.
Nelle ultime Stagioni si è distinta anche nel repertorio operistico, riscuotendo unanimi apprezzamenti in diversi allestimenti. A partire dal 1987 l’OPV ha intrapreso una vastissima attività discografica realizzando oltre sessanta incisioni per le più importanti etichette.

 

Sonig Tchakerian ha iniziato a suonare il violino piccolissima, sotto la guida del padre. Trasferi-tasi in Italia, si è diplomata a 16 anni con il massimo dei voti e la lode, con Giovanni Guglielmo. Si è perfezionata per alcuni anni con Salvatore Accardo a Cremona, oltre che con Franco Gulli a Siena e con Nathan Milstein a Zurigo. Premiata al concorso Paganini di Genova (nel 1980) ed all’ARD di Monaco di Baviera (nel 1982 e nel 1988), tiene recital per violino solo o con pianoforte per importanti società di concerti. Come solista ha suonato con orchestre quali la Royal Philhar-monic di Londra, la Bayerischer Rundfunk di Monaco, la Verdi di Milano, le orchestre del San Carlo di Napoli e dell’Arena di Verona, I Solisti Veneti, l’Orchestra di Padova e del Veneto, con direttori quali Piero Bellugi, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Antonio Janigro, Daniel Oren, Claudio Scimone, Emil Tchakarov.
È tra i pochi violinisti ad eseguire dal vivo l’integrale dei Capricci di Paganini, che ha registrato nel 2003.
Assieme al marito, il direttore d’orchestra Giovanni Battista Rigon, ha fondato le Settimane Mu-sicali al Teatro Olimpico di Vicenza, festival dove ogni anno invita alcuni tra i più noti musicisti italiani ad interpretare con lei capolavori della musica da camera. Il Festival si svolge nel celebre teatro del Palladio ed è regolarmente trasmesso da RAI Radiotre. Ha fatto parte del Trio Italia-no, con il quale le è stato assegnato all’unanimità il Premio Vittorio Gui di Firenze (nel 1990), e con il quale ha registrato le integrali di Beethoven, Schubert e Schumann.
Suona un magnifico violino di Gennaro Gagliano, costruito a Napoli nel 1760. In occasione delle Colombiadi del 1992 ha avuto l’onore di tenere un concerto con il violino di Paganini, il Guarneri del Gesù detto “Il Cannone”. Ogni anno, nell’ambito del progetto Bottega Tartiniana, suona l’A-mati appartenuto a Giuseppe Tartini in un concerto presso la casa natale del grande musicista, a Pirano d’Istria.